Antonio Deltoro, “Cammello e altre poesie”. Versioni e nota di Stefano Strazzabosco  

 

Antonio Deltoro

 


Teologia

Annoiato di Sé
fece l’uomo.

Lo fece fantasioso,
avido,
con contorni e con date;

non gli diede la vita perché vincesse,
solo perché giocasse una partita
seriamente.

Ciascuno gioca una volta,
invece
Lui
gioca senza limiti di tempo
partite simultanee.

 

Teología

Aburrido de Sí
hizo al hombre.

Lo hizo imaginativo,
codicioso,
con contornos y fechas;

no le dio vida para que ganara,
sí, para que entablara una partida
seriamente.

Cada uno juega una vez,
en cambio,
Él
juega sin límite de tiempo
simultáneas.


*

 

Grand’uomo

Vorrebbe perdurare
come un centauro,
ma gli duole la schiena
e vorrebbe coricarsi
e riposarsi
della sua statura.

Prima o poi
scenderà

e allora
imiterà il cavallo:

petto in fuori,
testa in alto,
prima di venir meno
cedendo al torcicollo
e ai dolori al bacino e alla schiena.

Lo scultore penserà
a rimetterlo ancora sul cavallo.

 

Prócer

Desearía perdurar
como un centauro,
pero le duele la espalda
y quisiera tumbarse
y descansar
de la estatura.

Tarde o temprano
se bajará

y entonces
imitará al caballo:

sacará el pecho,
alzará la cabeza,
antes de desguanzarse
y ceder a tortícolis
y a dolores de cintura y espalda.

El escultor se encargará
de subirlo otra vez al caballo.

 

 

Un sogno

Ho sognato che tenevo un pelo nella mano tesa,
che era il mio unico tesoro e la mia parola d’ordine
ed ero ricco a Parigi e per le sue strade,

ma ho sognato che non avevo né casa né bussola,

ed era notte,

e andavo a dormire un’altra volta all’intemperie,

sentivo il fiume
e non lo trovavo,
esiliato a Parigi,
lontano dalla Senna.

 

Un sueño

Soñé que llevaba un pelo en la mano extendida,
que era mi único tesoro y contraseña
y era rico en París y en sus calles,

pero soñé que no tenía casa ni brújula,

era de noche

e iba a dormir otra vez a la intemperie,

oía el río
y no lo encontraba,
exiliado en París,
lejos del Sena.


*

 

Cammello

Non sono abituato a dar consigli,
i miei si nutrono
delle erbe che rumina
una memoria con la gobba.

Seguo le stelle:
il presente
è fatica.

Sono un lento cammello
che ha visto più sabbia
che miraggi e oasi;

un lento cammello
cavalcato dagli anni.

Con una sete antica
arrivo a una sorgente
e immergo le mie labbra
per ore dentro l’acqua,

per uscire
da quell’ombra alla sete,
dalla frescura al fuoco.

Nella lotta,
a muso aperto,
combatto i miei rivali
a morsi,
e a morsi
sottometto le femmine.

Nel viaggio, invece,
se non sono educatissimo,
sono tacito e paziente:

senza nemmeno
separare le labbra
mastico la mia sete
con la bocca ben chiusa
da quegli stessi denti
che in calore mordevano.

 

Camello

No suelo dar consejos,
los míos se alimentan
de las hierbas que rumia
una memoria jorobada.

Sigo a los astros:
el presente
es fatiga.

Soy un lento camello
que ha visto más arena
que espejismos y oasis;

un lento camello
montado por los años.

Con una sed antigua
arribo a un venero
y hundo mis belfos
las horas en el agua,

para salir
de la sombra a la sed,
de la frescura al fuego.

En la berrea,
con el hocico abierto,
combato a mis rivales
a mordiscos,
y a mordiscos
someto a las hembras.

En el camino, en cambio,
si no soy educado,
soy silencioso y paciente:

sin apenas
despegar los labios
mastico mi sed
con la boca cerrada
por esos mismos dientes
que en el celo mordían.

 

*

 

Luce

Tutto è sole di notte,
tutto è sole sulla luna
se è vista dalla terra;
al sole
la notte non esiste,
di notte
le stelle sono soli
che illuminano pianeti.

 

Luz

Todo es sol en la noche,
todo es sol en la luna
desde la tierra;
al sol
la noche no existe,
de noche
las estrellas son soles
que iluminan planetas.

 

*

 

Legno

Orizzontale
o verso l’alto,

con vele
o con rami,

impermeabile
al blu,

concentro giri e anelli

(che mi importa se sono
un tavolo, un veliero,
un albero…).

Abituato a essere tronco,
non la smetto di esserlo.

Persino nelle ceneri
e nel fumo
io vivo teso verso ciò che ho dentro.

Se galleggio,
o assomiglio a una pietra,
è perché sono tutto assorto in me.

 

Madera

Horizontal
o hacia arriba,

con velas
o con ramas,

impermeable
al azul,

concentro giros y anillos

(qué me importa si soy
una mesa, un velero,
un árbol…).

Acostumbrada a ser tronco,
lo sigo siendo.

Aun en las cenizas
y en el humo
vivo hacia dentro.

Si voy flotando,
o parezco una piedra,
estoy tan sólo ensimismada.

 

*** 

 

Antonio Deltoro (Città del Messico, 1947) è un poeta e saggista messicano. Dopo la laurea in Economia, si è dedicato all’insegnamento e alla scrittura. Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo Algarabía inorgánica (1979); Balanza de sombras (1997; Premio Aguascalientes); Constancia del asombro / Constance de l’étonnement (México-Francia, 2001); Los árboles que poblarán el Ártico (México, 2012; Madrid, 2012. Premio Iberoamericano Bellas Artes de Poesía Carlos Pellicer).

 

© finnegans. Tutti i diritti riservati