Tag: Nascita
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La Torre degli Anziani come dispositivo dello sguardo. Soglia, percezione e immaginario collettivo nella Padova contemporanea. Testo di Tania Gallinaro
La rappresentazione di Padova, nel 2026, prende ispirazione dagli affreschi del Trecento: una costellazione di immagini da Giusto de’ Menabuoi, Cappella del Beato Luca Belludi alla campagna di comunicazione per l’apertura della Torre degli Anziani, rotonda di Padova Nord. Un compendio visuale della città. Una città che oggi, come allora, vive nelle sue strade, nei
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“Crac”, racconto di Gianluca Ferrari
(prima parte)La corsa isterica di un autobus notturno, la musica trap nelle cuffie e l’attesa di un giudizio in tribunale. “Crac” è la storia di Paolino e di una generazione che cerca la propria strada tra i gate dell’aeroporto Marco Polo e i palazzoni della periferia. Un ritratto crudo e notturno firmato da Gianluca Ferrari.
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In ricordo di Andrej Tarkovskij a 50 anni dall’uscita del capolavoro cinematografico “Lo specchio”. Testi di Giovanni Di Vincenzo e Fabrizio Borin
Eppur questo non basta Il film, quando non è un documentario, è un sogno.È per questo che Tarkovskij è il più grande di tuttiIngmar Bergman “Lo scopo di ogni arte, se questa non è destinata al consumo, come una merceè destinata alla vendita, è quello di spiegare a sé stessi e a chi ci sta
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“Il passato nel presente. Ritratto fotografico della Calabria grecanica” di Alvaro Masseini / Intervista di Michele Andronico
“È una illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa”. Henry Cartier Bresson“La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare”. Lewis Heine“Quando la gente scoprì che nessuno fotografa nello stesso modo una cosa, l’ipotesi che le macchine offrissero un’immagine impersonale e
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Ester e il sovversivo, una storia d’amore e resistenza / Intervista a Pierluigi Pedretti di Michele Andronico
“Per diciotto anni era stato suddito dell’Imperatore. Ludovico era nato il 9 ottobre 1900 a Fiavé, un paese trentino, in Welschtirol, sul confine meridionale del glorioso impero austro-ungarico”. Ester “era una giovane magrissima e dai folti capelli neri… Il suo viso era altero, il portamento orgoglioso, le braccia nude incrociate sul petto… Più che la
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Il canto, l’anima e la memoria: le radici musicali della première di Nove lune di
Delilah Gutman. Intervista a Delilah Gutman e Alda Dalle Lucche di Alessandra SalvatiIl cinquantesimo Cantiere di Montepulciano quest’anno ha ospitato, tra le prime esecuzioni mondiali, l’opera di Delilah Gutman Nove lune – La voce immaginativa, storie di ninnananne e alfabeti (opera pubblicata da Curci), per voce narrante, canto, elettronica e saxofoni. Alda Dalle Lucche, interprete ben nota nella lunga e prestigiosa storia del Cantiere, ha gestito la
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PASSIONE: UNA RICERCA POETICA, UN VIAGGIO NELL’IGNOTO. Testo di Monica Buffagni (parte prima)
Poesia è passione. Ma non solo. È anche dubbio, crisi, perdita, ripensamento, è ricerca del vero, nella sua assoluta impossibilità di raggiungerlo. Poesia è sfida tra gli opposti, conciliazione dei diversi, è passione d’amore per la vita, rincorsa verso l’oggetto d’amore, freccia sapiente e spaesata, perduta e ritrovata, è espressione inafferrabile di ciò che è
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Casanova, non solo seduttore. Una mostra a Palazzo Mocenigo di Venezia. Commento e intervista al curatore Gianni De Luigi, a cura di Cecilia Fortuna.
A Palazzo Mocenigo, sede del Museo e del Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, si inaugura una mostra che sfida il mito per riscoprire l’uomo dietro la leggenda di Giacomo Casanova. Finalmente, l’avventuriero veneziano non è più confinato nella stereotipia del seduttore, ma emerge come figura poliedrica, intellettuale cosmopolita, scrittore,
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Il protagonismo dei luoghi nella letteratura veneta
Il caso di Non tutti i bastardi sono di Vienna di Andrea Molesini. Commento critico di Paolo SteffanDopo almeno vent’anni di letture e di cammini sulle colline alto-trevigiane, ho consolidato un’evidenza, che mi si rivela particolarmente quando salgo sul monte Pizzoc, quello che un poeta prealpino, in una felice plaquette di belle quartine, definì panopticon:1 da quella cima gli stessi uomini che in questo sistema collinare mi sembrano grandi di superbia si
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Non solo canzonette. La popular music nella narrativa contemporanea, di Elena Porciani. Commento critico e intervista di Alberto Trentin
Incolpabile amica, austera figlia d’amore, se la vita oggi t’esiglia, con la musica ancora vieni a me. Geloso sono non di don José, non d’Escamillo; di chi prima un canto sciolse alla tua purezza ed al tuo santo coraggio incontro alla tua verità. Umberto Saba, Carmen, 12-18 In La scrittura come un coltello Annie Erneaux
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Paesaggi Culturali Veneti. Pedemontana.
Presentazione di Nicola De CiliaCome scrive Karl Schlögel, uno dei massimi storici tedeschi contemporanei, si può leggere la storia umana come una lotta contro l’horror vacui, uno sforzo incessante di controllare lo spazio, dominarlo e infine impadronirsene. A dispetto di tutti i discorsi sulla «fine della storia» e di tutte le ipotesi sulla «scomparsa dello spazio», viviamo al centro
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Mar de Molada di Marco Segato: una domabile simbiosi fra teatro e documentario, testo di Davide Lucatello da un’intervista al regista
Mar de Molada (2025) è un documentario di Marco Segato che segue il progetto teatrale omonimo di Marco Paolini, andato in scena in quattro tappe lungo il corso dei fiumi, dalla Marmolada all’Adriatico. Nel documentario il viaggio inizia sorvolando il fiume Piave tra le Prealpi Bellunesi. La morbida ripresa aerea, sulle dolci note del compositore
