-

“Gérard Grisey (e L’Itinéraire) ovvero de la terza via nella musica francese d’oggi”, di Nicola Cisternino
6–10 minutidi lettura
“Non comporre più con le note, ma con il suono. […] Noi siamo musicisti e il nostro modello è il suono e non la letteratura, il suono e non le matematiche, il suono e non il teatro, le arti plastiche, la fisica quantistica, la geologia, l’astrologia e l’agopuntura!” (Gérard Grisey) Che sia forse l’immagine [leggi tutto]
-

“Guardare l’abisso, abitare il dolore”, di Giovanni Di Vincenzo
7–11 minutidi lettura
NICK CAVE TRA ONE MORE TIME WITH FEELING E SKELETON TREE Chi perde il partner è un vedovo. Chi perde i genitori, un orfano. Ma come si dice di chi perde un figlio? Un’aberrazione tradita persino dal linguaggio. Letteralmente indicibile. Originariamente concepito come “progetto di supporto”, documentazione video del processo di lavorazione dell’ultimo disco [leggi tutto]
-

“Salvatore Sciarrino, percezioni sottili, fra sogno e veglia”, di Renzo Cresti
11–16 minutidi lettura
Il Leone d’oro 2016 alla carriera per la musica è stato assegnato a Salvatore Sciarrino. L’8 ottobre la Biennale ha organizzato un incontro con il maestro, il quale ha incontrato il pubblico nella Sala delle colonne. Per riflettere sulla figura di Sciarrino, pubblichiamo la scheda critica che Renzo Cresti gli ha dedicato nel suo libro [leggi tutto]
-

“Soffio di Biennale, tra apocalittici e integrati”, di Nicola Cisternino
4–6 minutidi lettura
«Con me la musica abita una regione liminare. Come i sogni, dove una cosa è e non è ancora, ed è anche altra cosa. E dove, queste sensazioni , le più instabili varcano lo stupore di un battere di palpebre: fuori, si allungano nitide, sopravvissute al tramonto d’ogni languore. Sono i suoni ritrovati presso l’orizzonte [leggi tutto]
-

“Musica ardita, musica la mia vita”, di Giovanni Di Vincenzo
19–28 minutidi lettura
Un ritratto di Andrea Chimenti di Giovanni Di Vincenzo Cantautore, musicista, romanziere. Andrea Chimenti dissemina da trent’anni scampoli di bellezza cesellati con artigiana perizia, sostanziando un’alternativa etica ed estetica, intrinsecamente polemica e a suo modo persino politica, alla frenetica sciatteria industriale e alle bulimiche nevrosi contemporanee. Nella sua opera la ricercatezza lirica e poetica, sempre [leggi tutto]
-

“Omaggio a Harry Halbreich: Per una musicologia dall’anima indocile e ribelle”, di Pierre Albert Castanet
9–14 minutidi lettura
In memoriam delle numerose, appassionate discussioni realizzate tra Bruxelles, Parigi, Zurigo… Di nazionalità belga, Harry Halbreich (Berlino, 1931 – Bruxelles, 2016) è stato un’effige insolita e indipendente della musicologia europea del XX° secolo. Nato in Germania, è sempre stato attratto dalla sincerità, dalla singolarità e dall’eccezione artistica. Europeo ante litteram ha seguito, dopo l’esilio della [leggi tutto]

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.