Tag: Verità
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“Partenze” di Julian Barnes: l’esercizio del congedo. Di Alberto Trentin.
Truth uncompromisingly told will always have its ragged edges.Herman Melville, Billy Budd, sailor Con Departures (tradotto in italiano con Partenze, Einaudi 2026) Julian Barnes si congeda dal mondo della letteratura. Lo fa con un testo non finzionale, episodicamente narrativo, più incline alla riflessione, all’autobiografia, al memoir. Il libro non aggiunge molto dal punto di vista
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Il Tempo delle Meduse Immortali, di Luigi Viola
Durante il lungo e sofferto periodo di isolamento sociale provocato dalla pandemia di Covid-19, ho attraversato un’esperienza di solitudine profonda e di separazione fisica dal corpo sociale, trascorrendo intere giornate in osservazione e meditazione di fronte al mare. L’isolamento forzato e l’assenza di contatti umani favorivano la percezione di un tempo sospeso, in cui l’orizzonte
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“Quando la forza diventa legge, la sventura è inevitabile.” Intervista a Serena Nono e a Isabella Adinolfi, di Michelangelo Suma
La condizione del personaggio di Jaffier, protagonista di Venise sauvée, è visibile in molte altre vittime di oggi. È solo una dei tanti riscontri presenti nel libro Necessità e Bene, intorno al pensiero di Simone Weil pubblicato da Il Melangolo nel 2025 e curato da Isabella Adinolfi, Professoressa Associata di Filosofia della Storia all’Università Ca’
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SEGNI IN DECOMPOSIZIONE: MORTE, CAOS E CHIARIFICAZIONE – SEMANTICA NELL’ ARTE DEL RESIDUO*, di Mei-Yuan Chen
La semiotica è un campo di studi molto complesso e specialistico; io non sono una studiosa di questo settore della ricerca, ma un’artista. Quello che posso condividere è dunque il mio percorso personale, le mie pratiche e il mio modo di intendere i segni che emergono dal residuo e dal tempo, segni di decomposizione e
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Le vedute di Lisa Perini: un contro-dispositivo che si fa partitura. Testo di Luigi Viola
La veduta è spesso trattata come un genere: un modo di raffigurare città e luoghi in forma riconoscibile, descrittiva, “affidabile”. Essa è ben di più: è un patto tra immagine e mondo che promette riconoscibilità, orientamento, misura. Una tecnologia culturale che organizza lo sguardo e, di conseguenza, l’idea stessa di realtà. Ma, se la consideriamo
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Distillare “Una goccia di bene”, dentro la poesia di Paolo Steffan. Commento critico di Giuliano Galletti
La raccolta poetica di Paolo Steffan Una goccia di bene, recentemente uscita presso Interlinea con un’ampia postfazione di Rolando Damiani, è il risultato finale di un lavoro durato dal 2013 al 2020. In questo lungo periodo di tempo e negli anni subito successivi l’opera ha già conosciuto pubblicazioni parziali: in antologie (in particolare il Quattordicesimo
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Stanley Kubrick e la logica perversa delle guerre:
“Orizzonti di gloria”, “Il dottor Stranamore ”, “Full Metal Jacket ”. Commento critico di Fabrizio BorinGuerra e cinema: tra spettacolo catartico e documento Le diverse guerre in atto nel mondo contemporaneo hanno suggerito le seguenti pagine sulla cosiddetta “trilogia della guerra” nell’intento di ricordare uno dei maggiori registi cinematografici del Novecento che appunto alla guerra ha voluto dedicare parte della sua importante e straordinaria opera complessiva. E con lui ricordare
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I Pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956), di Andrea Colasio, Il Poligrafo (2025). Commento critico di Luciano Morbiato
Andrea Colasio, I pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956) Nell’Italia degli anni Cinquanta, il clima politico postbellico si caratterizzò per una contrapposizione radicale tra mondo cattolico e mondo comunista: parallelamente a quanto avveniva nello scacchiere internazionale segnato dalla Guerra fredda, il conflitto fu non meno violento, se non devastante, anche per una piccola
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In ricordo di Andrej Tarkovskij a 50 anni dall’uscita del capolavoro cinematografico “Lo specchio”. Testi di Giovanni Di Vincenzo e Fabrizio Borin
Eppur questo non basta Il film, quando non è un documentario, è un sogno.È per questo che Tarkovskij è il più grande di tuttiIngmar Bergman “Lo scopo di ogni arte, se questa non è destinata al consumo, come una merceè destinata alla vendita, è quello di spiegare a sé stessi e a chi ci sta
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Note su note. Riflessioni su Trevisan, Parise, il jazz, la scrittura e la malinconia a partire dallo spettacolo Note sui Sillabari, con un’intervista a Claudio Donà di Nicola De Cilia
«I Sillabari sono un libro strano, inafferrabile: si percepisce una tensione che rimanda sempre altrove, oltre la storia, oltre la tecnica, oltre la pagina, oltre la scrittura; la ricerca di un mood, la difficoltà di individuarlo, di tenerlo sulla carta il tempo necessario e poi il rammarico, la rabbia per averlo perso; la paura di
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Il canto, l’anima e la memoria: le radici musicali della première di Nove lune di
Delilah Gutman. Intervista a Delilah Gutman e Alda Dalle Lucche di Alessandra SalvatiIl cinquantesimo Cantiere di Montepulciano quest’anno ha ospitato, tra le prime esecuzioni mondiali, l’opera di Delilah Gutman Nove lune – La voce immaginativa, storie di ninnananne e alfabeti (opera pubblicata da Curci), per voce narrante, canto, elettronica e saxofoni. Alda Dalle Lucche, interprete ben nota nella lunga e prestigiosa storia del Cantiere, ha gestito la
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RIVELARSI ALLO SGUARDO. CONVERSAZIONE CON IL REGISTA FRANCESCO SOSSAI, a cura di Chiara Andrich
«Resta quasi dovunque sfregiato il volto antico delle città e le campagne vengono infiltrate da una specie di sfilacciato tessuto urbano, proliferante in costruzioni amorfe, come quelle villette-benessere che, se saziano un’antica fame di abitazioni per tutti, oscurano con la loro caotica disseminazione ogni angolo del paesaggio». Così scrive Andrea Zanzotto nella raccolta di scritti
