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Pat Metheny: (Still) Life not more talking – Una Chitarra (non) per tutte le stagioni, di Antonio D’Este
7–10 minutidi lettura
Lui è nato nel 1954 a Lee’s Summit, un paesino del Missouri, nel profondo Midwest (U.S.A.), da un venditore di autovetture (Dodge) e da una tranquilla casalinga. Fin da ragazzo, come il fratello più anziano Mike, aveva mostrato una profonda inclinazione per la musica. Non ci volle molto perché imbracciasse la chitarra, incuriosito ed attratto [leggi tutto]
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Credere o non credere? Questo è il (vero) problema dell’arte. Damien Hirst fictive storyteller dei tesori in mostra per la Fondazione François Pinault, di Eleonora Charans
10–15 minutidi lettura
“Dato in crisi da alcuni, senza idee da altri come una Araba fenice, eccolo risorgere con questa mega mostra che dividerà il pubblico, i fan e gli acerrimi nemici del suo lavoro in violentissimi gruppi di opinioni”, “l’arte ha bisogno di storie, non importa quando assurde siano, storie da ascoltare, storie da raccontare”, “l’opera d’arte [leggi tutto]
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Rita Kernn-Larsen. Dipinti surrealisti – Collezione Peggy Guggenheim (Venezia)
4–7 minutidi lettura
A cura di Gražina Subelytė Project Rooms, Collezione Peggy Guggenheim (Venezia) di Saverio Simi de Burgis Una piccola mostra dedicata a Rita Kernn-Larsen è visitabile ancora per i prossimi mesi presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Si tratta di circa una decina di dipinti, tutti realizzati nella sfera degli interessi dell’artista danese di origine, [leggi tutto]
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CONTROVENTO – Voci, volti e racconti da un centro d’accoglienza
3–5 minutidi lettura
Io Moussa, 22 anni, uoma di Diego Lorenzi Ho avuto l’opportunità (e il privilegio) di assistere ad un corso di lingua italiana presso il centro di accoglienza “Hilal” di Treviso, una di quelle benedette o maledette strutture (a seconda) che accolgono i profughi, in questo caso i richiedenti asilo. È stata un’esperienza formativa, un tuffo rigeneratore [leggi tutto]
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Mario Meléndez – Il mago della solitudine
5–8 minutidi lettura
Mario Meléndez Il mago della solitudine Versioni e nota di Stefano Strazzabosco Tiro sassi ai cigni che abitano le mie lagune mentali ma i sassi diventano lagune e le lagune altri cigni che fuggono a piedi per delle terre inospiti 5 Vidi il Papa svegliarsi da un orribile incubo Iddio gli aveva detto [leggi tutto]
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Bello è il cane Argos – Brevi considerazioni storiche ed e(ste)tiche sulla musica degli ultimi decenni, di Renzo Cresti – Seconda parte
8–11 minutidi lettura
Esaurita la forte spinta propulsiva, nelle crepe dell’avanguardismo si insinuarono vicende e pratiche diverse. Anticipazioni di quel che sarà il Postmoderno si hanno nella musica di Berio, quando ricorre a forme di canzoni e di danze (come nei Folk Songs) e quando supera il tabù del pensiero seriale e utilizza l’ottava e la ripetizione (Sinfonia è [leggi tutto]
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WOODS – strategie del depistaggio -, di Giovanni Di Vincenzo
3–4 minutidi lettura
Come si fa, nel 2000 e (parecchio) rotti, a suonare come i CSN, i Byrds e i Doors senza apparire gli ultimi, patetici paladini di una (sia pur gloriosa) tradizione che annovera una ormai processionale sequela di stucchevoli epigoni? Magari bisogna giocare di sponda, confondere le acque, coltivare una “misurata irrequietezza” e, insomma, fare un [leggi tutto]
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La polivocità del segno. Una nota sul lavoro di Sara Campesan, di Riccardo Caldura
10–15 minutidi lettura
Frequentavo all’inizio degli anni ’80 insieme ad altri amici, che avevano una qualche vena poetica e il sottoscritto pure una qualche pretesa nel mondo delle immagini, lo spazio di via Mazzini 5, a Mestre. Era la sede del sodalizio Verifica 8+1. Sara Campesan di quello spazio, insieme a Sofia Gobbo (è quest’ultima la +1 aggregata [leggi tutto]
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Steven Wilson – Retrospettiva: un musicista alla riscoperta di nuove stagioni, di Antonio D’Este
8–13 minutidi lettura
C’era una volta il (cosiddetto) Progressive. Poi, sul finire dei ‘70, se ne andò. Erano tempi belli, sembra. Musicisti piuttosto colti e preparati che, sull’onda lunga della tradizione “classica” e del desiderio di rivitalizzare il repertorio “tradizionale” dei secoli andati, contestualizzavano il loro linguaggio in un ambiente rock, più adatto ad un pubblico giovane. [leggi tutto]
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La bellezza e l’intensità della parola di Ghassan Zaqtan, poeta palestinese
8–12 minutidi lettura
La bellezza e l’intensità della parola di Ghassan Zaqtan, poeta palestinese “Né io né tu” Versioni e nota di Stefano Strazzabosco Né tu né io Il bianco ha lasciato il suo muro e il tappeto persiano è arrivato. I fari delle corriere fanno vibrare il letto e le ombre e c’è un sussurro che [leggi tutto]
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Proposte razionali: Guido Sartorelli, di Luigi Viola
8–12 minutidi lettura
Ho conosciuto Guido Sartorelli nei primi anni ’70, quando una molteplicità di esperienze tra loro intrecciate ci hanno dato la prima occasione per incontrarci: l’attività della Fondazione Bevilacqua La Masa, il Sindacato veneziano degli artisti a quell’epoca soggetto attivo e rappresentativo in tante battaglie culturali della città, la rivista Nac fondata da Francesco Vincitorio [leggi tutto]
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Il Museo della Padova ebraica. Tra tessuti, argenti, manoscritti, videoinstallazioni – di Denis Brotto
11–17 minutidi lettura
Dal 2015 il Ghetto ebraico di Padova, cuore della città e luogo di fascino e attrazione, custodisce un museo fatto di storia e di mistero. Tra le strette e labirintiche vie del Ghetto, con le sue abitazioni estese in altezza, il Museo della Padova ebraica riprende al suo interno il valore, la memoria, i [leggi tutto]

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