Tag: sorriso
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PASSIONE: UNA RICERCA POETICA, UN VIAGGIO NELL’IGNOTO.
Testo di Monica Buffagni (parte seconda)“Tu dammi mille baci e quindi cento, / poi dammene altri mille e quindi cento / quindi mille continui e quindi cento. / E quando poi saranno mille e mille / nasconderemo il loro vero numero / che non getti il malocchio l’invidioso…”. (“Dammi mille baci”, traduzione di S. Quasimodo) fa eco Catullo al nostro
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Una poesia, una Corsa, una fotografia. Ricordo di Marisa Michieli Zanzotto, di Paolo Steffan
Per chi vive in terre non lontane dal Quartier del Piave e ha interagito con Andrea Zanzotto e la sua poesia, quella della moglie Marisa Michieli (1936-2025) è stata una presenza necessaria. Professoressa di lettere e poi preside, aveva sposato il poeta nel 1959: lei studentessa universitaria ventitreenne, lui già trentottenne e affermato poeta. Un
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“Crac”, racconto di Gianluca Ferrari
(prima parte)La corsa isterica di un autobus notturno, la musica trap nelle cuffie e l’attesa di un giudizio in tribunale. “Crac” è la storia di Paolino e di una generazione che cerca la propria strada tra i gate dell’aeroporto Marco Polo e i palazzoni della periferia. Un ritratto crudo e notturno firmato da Gianluca Ferrari.
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PASSIONE: UNA RICERCA POETICA, UN VIAGGIO NELL’IGNOTO. Testo di Monica Buffagni (parte prima)
Poesia è passione. Ma non solo. È anche dubbio, crisi, perdita, ripensamento, è ricerca del vero, nella sua assoluta impossibilità di raggiungerlo. Poesia è sfida tra gli opposti, conciliazione dei diversi, è passione d’amore per la vita, rincorsa verso l’oggetto d’amore, freccia sapiente e spaesata, perduta e ritrovata, è espressione inafferrabile di ciò che è
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TUTTE LE FACCE DI MAURIZIO ARMELLIN. UN MONDO TUTTO SUO, testo di Paolo Venti
Maurizio Armellin è quello delle facce, quello che dipinge dei faccioni grandi, stilizzati, con certi occhi che si aprono come oblò, dei nasi che occupano metà del viso e delle bocche sproporzionate, labbra grandi che neanche le più siliconate. Grandi ovali, grandi cerchi tracciati con pennelli grossi e pochi colori: neri, rossi. Ma poi lo
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Un carteggio recuperato rivela gli inizi poetici di Andrea Zanzotto, di Rolando Damiani
In lettere e cartoline postali conservate solo per affetto dai discendenti è riemersa dal buio di cassetti in disuso una corrispondenza giovanile di Andrea Zanzotto, che illumina un periodo tormentato e oscuro per i suoi stessi studiosi, in cui cominciò a diventare poeta secondo la sentenza di Roberto Longhi per la quale «non si nasce
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“BARLUMI”, APPUNTI DI VITA VERA. Commento critico e conversazione con Valeria Salvador, di Diego Lorenzi
Conosco l’autrice, una parte del suo mondo – un mondo condiviso mano nella mano con il marito Tobia Scarpa – alcuni dei suoi percorsi umani ed esistenziali battuti da piogge torrenziali alternate a splendide giornate di sole, vissuti con consapevolezza, fermezza d’animo, sensibilità, determinazione, altruismo. E leggerezza. Il tutto disseminato da una impenetrabile e timida
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Mario Marzi, il saxofono e la pluralità delle emozioni / Intervista di Filippo Dionigi
FILIPPO Il saxofono è uno dei pochi strumenti musicali ad essere stato “inventato”. Essendo l’ultimo strumento meccanico della storia, contrariamente agli altri strumenti, non ha avuto una sua particolare evoluzione morfologica, ma in breve tempo è divenuto un’autentica icona del mondo moderno, grazie al suo aspetto evocativo e seducente, che al tempo stesso ne rappresenta
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“PURA VIDA”: una cartolina dal XXIII Festival Internacional de Poesía de Costa Rica, di Stefano Strazzabosco
Chi arriva in Costa Rica non sente dire altro: “pura vida… pura vida… pura vida”. È una specie di mantra che operatori, impiegati di hotel, ristoratori, tassisti e locali ripetono continuamente – e qualche irriverente lo storpia in “puta vida”, guardandoti di sbieco. Il mantra vorrebbe definire un Paese che si promuove come un paradiso
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L’illusione di un lieto fine: note su “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti, a cura di Michele Felice
Il titolo dell’ultimo film di Nanni Moretti, Il sol dell’avvenire, è un emblema fantasmatico. Un avvenire incerto, anzi certamente deprimente, è illuminato da un sole rimasto di cartone come nel finale di Palombella rossa, o vagamente tramutato qui, per pochi secondi di scena, in quella che pare una lanterna luminosa di forma rotondeggiante, destinata presto
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Una maschera di stile nel gran teatro di Tokyo, a cura di Michele Felice
Cinema «Hirayama, ti piace il lavoro, ti costruisci persino gli attrezzi da solo. Non capisco perché ti ci impegni tanto!»: così il giovane collega, scapestrato e svogliato, alla fine di un turno qualunque di una giornata qualunque nel bel mezzo della vastità di Tokyo, schernisce beffardamente il protagonista di Perfect days di Wim Wenders. Non
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Lisistrata. La voce delle donne contro la guerra
Rappresentata in Atene nel 411 a.C., nel pieno della guerra del Peloponneso e di una crisi interna che portò, dopo quasi un secolo di regime democratico, all’instaurazione del governo oligarchico dei Quattrocento, la Lisistrata di Aristofane rappresenta la ribellione delle donne alla guerra contro Sparta, ostinatamente voluta dagli uomini. Grazie allo sciopero del sesso delle
