Tag: Memoria
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La Torre degli Anziani come dispositivo dello sguardo. Soglia, percezione e immaginario collettivo nella Padova contemporanea. Testo di Tania Gallinaro
La rappresentazione di Padova, nel 2026, prende ispirazione dagli affreschi del Trecento: una costellazione di immagini da Giusto de’ Menabuoi, Cappella del Beato Luca Belludi alla campagna di comunicazione per l’apertura della Torre degli Anziani, rotonda di Padova Nord. Un compendio visuale della città. Una città che oggi, come allora, vive nelle sue strade, nei
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Le vedute di Lisa Perini: un contro-dispositivo che si fa partitura. Testo di Luigi Viola
La veduta è spesso trattata come un genere: un modo di raffigurare città e luoghi in forma riconoscibile, descrittiva, “affidabile”. Essa è ben di più: è un patto tra immagine e mondo che promette riconoscibilità, orientamento, misura. Una tecnologia culturale che organizza lo sguardo e, di conseguenza, l’idea stessa di realtà. Ma, se la consideriamo
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Mappe, disegnetti e calligrammi in «Nane Oca» di Giuliano Scabia.
Commento critico di Luciano Morbiato1. Tutti ricordiamo la descrizione del territorio con al centro «quel ramo del lago di Como», che occupa le prime righe del romanzo di Alessandro Manzoni: una visione a volo d’uccello (o, attualizzando, come ripresa da un drone), illustrata dalla vignetta di Francesco Gonin… Anche Giuliano Scabia (Padova 1935 – Firenze 2021) fa qualcosa di
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I Pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956), di Andrea Colasio, Il Poligrafo (2025). Commento critico di Luciano Morbiato
Andrea Colasio, I pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956) Nell’Italia degli anni Cinquanta, il clima politico postbellico si caratterizzò per una contrapposizione radicale tra mondo cattolico e mondo comunista: parallelamente a quanto avveniva nello scacchiere internazionale segnato dalla Guerra fredda, il conflitto fu non meno violento, se non devastante, anche per una piccola
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In ricordo di Andrej Tarkovskij a 50 anni dall’uscita del capolavoro cinematografico “Lo specchio”. Testi di Giovanni Di Vincenzo e Fabrizio Borin
Eppur questo non basta Il film, quando non è un documentario, è un sogno.È per questo che Tarkovskij è il più grande di tuttiIngmar Bergman “Lo scopo di ogni arte, se questa non è destinata al consumo, come una merceè destinata alla vendita, è quello di spiegare a sé stessi e a chi ci sta
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“Il passato nel presente. Ritratto fotografico della Calabria grecanica” di Alvaro Masseini / Intervista di Michele Andronico
“È una illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa”. Henry Cartier Bresson“La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare”. Lewis Heine“Quando la gente scoprì che nessuno fotografa nello stesso modo una cosa, l’ipotesi che le macchine offrissero un’immagine impersonale e
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Ester e il sovversivo, una storia d’amore e resistenza / Intervista a Pierluigi Pedretti di Michele Andronico
“Per diciotto anni era stato suddito dell’Imperatore. Ludovico era nato il 9 ottobre 1900 a Fiavé, un paese trentino, in Welschtirol, sul confine meridionale del glorioso impero austro-ungarico”. Ester “era una giovane magrissima e dai folti capelli neri… Il suo viso era altero, il portamento orgoglioso, le braccia nude incrociate sul petto… Più che la
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Il canto, l’anima e la memoria: le radici musicali della première di Nove lune di
Delilah Gutman. Intervista a Delilah Gutman e Alda Dalle Lucche di Alessandra SalvatiIl cinquantesimo Cantiere di Montepulciano quest’anno ha ospitato, tra le prime esecuzioni mondiali, l’opera di Delilah Gutman Nove lune – La voce immaginativa, storie di ninnananne e alfabeti (opera pubblicata da Curci), per voce narrante, canto, elettronica e saxofoni. Alda Dalle Lucche, interprete ben nota nella lunga e prestigiosa storia del Cantiere, ha gestito la
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Casanova, non solo seduttore. Una mostra a Palazzo Mocenigo di Venezia. Commento e intervista al curatore Gianni De Luigi, a cura di Cecilia Fortuna.
A Palazzo Mocenigo, sede del Museo e del Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, si inaugura una mostra che sfida il mito per riscoprire l’uomo dietro la leggenda di Giacomo Casanova. Finalmente, l’avventuriero veneziano non è più confinato nella stereotipia del seduttore, ma emerge come figura poliedrica, intellettuale cosmopolita, scrittore,
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RIVELARSI ALLO SGUARDO. CONVERSAZIONE CON IL REGISTA FRANCESCO SOSSAI, a cura di Chiara Andrich
«Resta quasi dovunque sfregiato il volto antico delle città e le campagne vengono infiltrate da una specie di sfilacciato tessuto urbano, proliferante in costruzioni amorfe, come quelle villette-benessere che, se saziano un’antica fame di abitazioni per tutti, oscurano con la loro caotica disseminazione ogni angolo del paesaggio». Così scrive Andrea Zanzotto nella raccolta di scritti
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Il protagonismo dei luoghi nella letteratura veneta
Il caso di Non tutti i bastardi sono di Vienna di Andrea Molesini. Commento critico di Paolo SteffanDopo almeno vent’anni di letture e di cammini sulle colline alto-trevigiane, ho consolidato un’evidenza, che mi si rivela particolarmente quando salgo sul monte Pizzoc, quello che un poeta prealpino, in una felice plaquette di belle quartine, definì panopticon:1 da quella cima gli stessi uomini che in questo sistema collinare mi sembrano grandi di superbia si

