Tag: Donna
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La Torre degli Anziani come dispositivo dello sguardo. Soglia, percezione e immaginario collettivo nella Padova contemporanea. Testo di Tania Gallinaro
La rappresentazione di Padova, nel 2026, prende ispirazione dagli affreschi del Trecento: una costellazione di immagini da Giusto de’ Menabuoi, Cappella del Beato Luca Belludi alla campagna di comunicazione per l’apertura della Torre degli Anziani, rotonda di Padova Nord. Un compendio visuale della città. Una città che oggi, come allora, vive nelle sue strade, nei
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Le vedute di Lisa Perini: un contro-dispositivo che si fa partitura. Testo di Luigi Viola
La veduta è spesso trattata come un genere: un modo di raffigurare città e luoghi in forma riconoscibile, descrittiva, “affidabile”. Essa è ben di più: è un patto tra immagine e mondo che promette riconoscibilità, orientamento, misura. Una tecnologia culturale che organizza lo sguardo e, di conseguenza, l’idea stessa di realtà. Ma, se la consideriamo
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Distillare “Una goccia di bene”, dentro la poesia di Paolo Steffan. Commento critico di Giuliano Galletti
La raccolta poetica di Paolo Steffan Una goccia di bene, recentemente uscita presso Interlinea con un’ampia postfazione di Rolando Damiani, è il risultato finale di un lavoro durato dal 2013 al 2020. In questo lungo periodo di tempo e negli anni subito successivi l’opera ha già conosciuto pubblicazioni parziali: in antologie (in particolare il Quattordicesimo
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Crac, racconto di Gianluca Ferrari
(seconda parte)La ragazza si era accorta di essere l’oggetto del dibattito. Lo capiva sempre che gli uomini parlavano di lei quando era presente. Forse persino quando non c’era. Anzi, soprattutto quando non c’era. La cosa l’annoiava. Si alzò dal posto e vi appoggiò uno zaino che teneva sotto i piedi. Poi si diresse verso l’entrata giocherellando
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“Crac”, racconto di Gianluca Ferrari
(prima parte)La corsa isterica di un autobus notturno, la musica trap nelle cuffie e l’attesa di un giudizio in tribunale. “Crac” è la storia di Paolino e di una generazione che cerca la propria strada tra i gate dell’aeroporto Marco Polo e i palazzoni della periferia. Un ritratto crudo e notturno firmato da Gianluca Ferrari.
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I Pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956), di Andrea Colasio, Il Poligrafo (2025). Commento critico di Luciano Morbiato
Andrea Colasio, I pionieri di Pozzonovo. Storia di un processo (1953-1956) Nell’Italia degli anni Cinquanta, il clima politico postbellico si caratterizzò per una contrapposizione radicale tra mondo cattolico e mondo comunista: parallelamente a quanto avveniva nello scacchiere internazionale segnato dalla Guerra fredda, il conflitto fu non meno violento, se non devastante, anche per una piccola
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In ricordo di Andrej Tarkovskij a 50 anni dall’uscita del capolavoro cinematografico “Lo specchio”. Testi di Giovanni Di Vincenzo e Fabrizio Borin
Eppur questo non basta Il film, quando non è un documentario, è un sogno.È per questo che Tarkovskij è il più grande di tuttiIngmar Bergman “Lo scopo di ogni arte, se questa non è destinata al consumo, come una merceè destinata alla vendita, è quello di spiegare a sé stessi e a chi ci sta
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Casanova, non solo seduttore. Una mostra a Palazzo Mocenigo di Venezia. Commento e intervista al curatore Gianni De Luigi, a cura di Cecilia Fortuna.
A Palazzo Mocenigo, sede del Museo e del Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, si inaugura una mostra che sfida il mito per riscoprire l’uomo dietro la leggenda di Giacomo Casanova. Finalmente, l’avventuriero veneziano non è più confinato nella stereotipia del seduttore, ma emerge come figura poliedrica, intellettuale cosmopolita, scrittore,
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TUTTE LE FACCE DI MAURIZIO ARMELLIN. UN MONDO TUTTO SUO, testo di Paolo Venti
Maurizio Armellin è quello delle facce, quello che dipinge dei faccioni grandi, stilizzati, con certi occhi che si aprono come oblò, dei nasi che occupano metà del viso e delle bocche sproporzionate, labbra grandi che neanche le più siliconate. Grandi ovali, grandi cerchi tracciati con pennelli grossi e pochi colori: neri, rossi. Ma poi lo
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Il protagonismo dei luoghi nella letteratura veneta
Il caso di Non tutti i bastardi sono di Vienna di Andrea Molesini. Commento critico di Paolo SteffanDopo almeno vent’anni di letture e di cammini sulle colline alto-trevigiane, ho consolidato un’evidenza, che mi si rivela particolarmente quando salgo sul monte Pizzoc, quello che un poeta prealpino, in una felice plaquette di belle quartine, definì panopticon:1 da quella cima gli stessi uomini che in questo sistema collinare mi sembrano grandi di superbia si
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L’infinito (2025) un film di Umberto Contarello: elogio del doppio parodico, di Antonio Costa
L’infinito è la narrazione di alcune giornate della vita di uno sceneggiatore di successo: anni addietro ha collaborato alla sceneggiatura di un film che ha vinto un Oscar, ma ora sta attraversando una profonda crisi che investe la sua vita prima ancora che la sua professione. Chiede aiuto al suo agente nel tentativo di rilanciare

