LA DONNA CHE OSÒ AMARE SÉ STESSA, di Valeria Palumbo. Commento critico di Annarosa Tonin

Voglio poter andare nel mondo o no senza avervi la tremarella continua. Virginia Oldoini al padre, 1859   «Quello che oggi interessa di più della contessa non è ciò che ha fatto. Ma ciò che è stata. E come i suoi atteggiamenti, le sue scelte, il suo stesso carattere abbiano, molto più di quanto crediamo, influenzato i suoi contemporanei e i posteri. Questo a prescindere … Continua a leggere LA DONNA CHE OSÒ AMARE SÉ STESSA, di Valeria Palumbo. Commento critico di Annarosa Tonin

Emil Cioran a Venezia, di Rolando Damiani

Esce in questi giorni il libro Da Leopardi ad Artaud. Una costellazione di letteratura assoluta, nei cui sedici capitoli Rolando Damiani interpreta particolari aspetti e opere di poeti e scrittori per i quali l’attività letteraria fu l’esperienza più alta di assolutezza, nel senso della conoscenza e della ricerca di verità sugli uomini e sul mondo. Pur diversi e distanti si può paragonarli nella visuale dell’osservatore … Continua a leggere Emil Cioran a Venezia, di Rolando Damiani

“LA DONNA CHE DECISE IL SUO DESTINO”, di Pier Luigi Vercesi. Commento critico di Annarosa Tonin

«Era bella, di una bellezza tragica, impressionante». Così Pier Luigi Vercesi, nel suo La donna che decise il suo destino (Neri Pozza Editore), imprime nel lettore la figura della principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso, di cui ricorre il centocinquantesimo anniversario della morte. Attingendo a fonti quali l’imponente epistolario, in parte inedito, i capi d’accusa della Imperial-Regia Polizia austriaca, le lettere allo storico francese François Mignet, … Continua a leggere “LA DONNA CHE DECISE IL SUO DESTINO”, di Pier Luigi Vercesi. Commento critico di Annarosa Tonin

Il crescendo rossiniano della collera di Permunian, di Romano A. Fiocchi

  Se Permunian fosse un compositore, ne sono sicuro, sarebbe un Rossini. I suoi personaggi hanno l’ironia grottesca di un Figaro, la forza caricaturale di un don Basilio (magari mentre canta «La calunnia è un venticello»). Il suo linguaggio, tragico e corrosivo, ha l’energia dell’ouverture di un Guglielmo Tell. I temi, come in Rossini, si ripetono e si affinano ogni volta, creano un habitat straordinario … Continua a leggere Il crescendo rossiniano della collera di Permunian, di Romano A. Fiocchi

Giuliano Scabia, Shakespeare e io: trent’anni dopo, di Gianfranco Anzini

Sono passati trent’anni da quel corso di Scabia sul Sogno di una notte di mezza estate. Ma quasi tutto rimane ancora vivo, come un mondo poco più in là, accanto. Basta fare un passetto di lato per rientrarci e ritrovare ogni cosa.  Mi ricordo benissimo che fino a quel preciso momento per me Shakespeare era stato un qualche libro letto e un nome dovunque altisonante. … Continua a leggere Giuliano Scabia, Shakespeare e io: trent’anni dopo, di Gianfranco Anzini

“Frattempi moderni”, a cura di Elisabetta Tiveron e Cristiano Dorigo. Commento critico di Annarosa Tonin

“Generazione di passaggio non abbiamo il compito di dare risposte. Il nostro compito è moltiplicare le domande”. Eleonora Molisani, “Pronti per la ri-evoluzione” Essere o non essere darwiniani? Credere che sopravvive solo chi si adatta e si fa piacere il cambiamento? Da queste domande si può partire per scoprire che cos’è Frattempi moderni (Il Margine Libri), antologia curata da Elisabetta Tiveron e Cristiano Dorigo, nella … Continua a leggere “Frattempi moderni”, a cura di Elisabetta Tiveron e Cristiano Dorigo. Commento critico di Annarosa Tonin

Il lato cinematografico di Nane Oca, di Antonio Costa

         «Ad Antonio che ha visto il cinema nella mia scrittura». Questa dedica, ritrovata sul frontespizio della mia copia di L’azione perfetta, mi ha incoraggiato a dare a questi appunti sul “cinema” di Giuliano Scabia un titolo ricalcato su quello di uno dei romanzi del ciclo di Nane Oca.         Tra tutti gli uomini di teatro che ho conosciuto, Giuliano … Continua a leggere Il lato cinematografico di Nane Oca, di Antonio Costa

Sull’«anima interna dei luoghi e delle parole»: poetica e poesia di Giuliano Scabia, di Luciano Morbiato

  Quando certe case finiscono, o genti, e gli inquilini diventano anime, là nelle campagne, i tetti s’imbarcano e hanno crolli da cui col tempo emergono piante – le quali, eh! si godono il vento. G. Scabia, Case rotte da cui sorgono piante verdi1          Molti anni fa mi capitò di essere ospite di Giuliano Scabia nella casa che allora affittava, come … Continua a leggere Sull’«anima interna dei luoghi e delle parole»: poetica e poesia di Giuliano Scabia, di Luciano Morbiato

Un poeta nel suo archivio. Per Giuliano Scabia, di Laura Vallortigara

Un poeta nel suo archivio di Laura Vallortigara          Quando, nel gennaio 2018, andai per la prima volta a Firenze per incontrare Giuliano Scabia e iniziare il lavoro sulle sue carte d’archivio, lo trovai che mi aspettava al binario, sorridente nel suo giaccone rosso – rossa la sciarpa, rosso il maglione – che gli avrei visto indosso così di frequente nelle mie … Continua a leggere Un poeta nel suo archivio. Per Giuliano Scabia, di Laura Vallortigara

Giuliano Scabia guardatore di quadri e Armando Pizzinato, di Silvana Tamiozzo Goldmann

         La regia e la recita più difficile e coraggiosa di Giuliano Scabia, morto il 21 maggio scorso, è stata quella che ha coinvolto alcuni amici legati anche alla moglie Cristina Giglioli, cardiologa, per offrirle a sorpresa un piccolo elegante volume dal titolo Chi è la cura?1, finito di stampare in aprile, in occasione della sua entrata in pensione. Per lei ha … Continua a leggere Giuliano Scabia guardatore di quadri e Armando Pizzinato, di Silvana Tamiozzo Goldmann